KARATE LAGOS · SHITO-RYU

Shito-Ryu. Una tradizione da praticare.

Scopri lo Shito-Ryu, le origini con Kenwa Mabuni e le tre basi dell’allenamento: kihon, kata e kumite. Karate Lagos, Rivas.

Kenwa MabuniKENWA MABUNI · 1889–1952

DA OKINAWA AL TATAMI

Conoscere le origini. Comprendere la pratica.

Lo Shito-Ryu fu sviluppato da Kenwa Mabuni, maestro originario di Okinawa.

Il suo apprendimento con Ankō Itosu e Kanryō Higaonna riunì tradizioni che oggi convivono nello stile. Il nome Shito-Ryu rende omaggio a questi due maestri. La sua ricchezza tecnica si esprime, tra le altre cose, nella varietà dei kata.

Sul tatami, questa tradizione si studia attraverso fondamentali, forme e applicazioni. Conoscere la storia offre un contesto; comprendere una postura o un movimento richiede pratica e correzione.

01

Kihon

I fondamentali del karate.

Il KIHON (基本) è il termine che indica una combinazione di tecniche eseguite come esercizio. Serve a chi pratica karate per perfezionare le tecniche e migliorare velocità e forza.

Il KIHON è la base del karate: in giapponese significa «base, fondamento» e, in quanto base, permette di costruirvi sopra.

L’allenamento del KIHON consente agli allievi di migliorare velocità e potenza e di affinare le tecniche di pugno, di gamba e quelle eseguite con altre parti del corpo (gomito, mano, dita, ecc.), correggendo allo stesso tempo la respirazione, i movimenti dei piedi e le posizioni.

Nei gradi iniziali si lavora sul KIHON per acquisire i fondamenti e le sensazioni corrette; nei gradi avanzati, per correggere quei piccoli dettagli che rendono più efficace la tecnica.

02

Kata

Una sequenza con un significato.

Il KATA è, insieme al Kihon e al Kumite, il terzo pilastro del Karate-Do. I tre sono indipendenti ma inseparabili e insieme formano l’arte del Karate-Do.

Un KATA è una sequenza di movimenti che collega una serie di tecniche di difesa e attacco. Ogni KATA comprende movimenti prestabiliti che possono essere praticati senza un avversario.

I KATA sono stati sviluppati dai primi maestri dopo anni di ricerca, allenamento ed esperienza.

Nei KATA ogni movimento e ogni tecnica hanno uno o più significati, che si approfondiscono in base al livello tecnico del praticante.

Nel karate non esiste il concetto di sferrare il primo attacco (Karate ni sente nashi): per questo tutti i KATA iniziano con una difesa.

03

Kumite

La pratica con un’altra persona.

La parola KUMITE significa letteralmente «intrecciare le mani» o «combattimento» in giapponese e, insieme a KATA e KIHON, è un elemento fondamentale della pratica del karate.

Il KUMITE è essenziale per la pratica del Karate-Do, che è un sistema di difesa personale e autoprotezione.

Esistono molti tipi di KUMITE, diffusi e praticati dai diversi stili di karate. Ci sono esercizi a uno, tre e cinque passi con tecniche prestabilite (IPPON KUMITE, SANBON KUMITE), scambi di attacchi concordati e attacchi liberi (YAKUSOKU KUMITE, JIJU KUMITE), ecc.; forse il più conosciuto è il KUMITE SPORTIVO, o SHIAI KUMITE.

Tutti i tipi di KUMITE hanno in comune il controllo delle azioni e il rispetto per l’avversario, l’insegnante e l’arbitro (se presente).

Una tradizione che si trasmette allenamento dopo allenamento.

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